1905

1905
De Vecchi, Strada & C.

La vicenda …
… incomincia ufficialmente il 24 Novembre del 1905 quando Giuseppe De Vecchi ed Ettore Strada si associano per costituire la "De Vecchi, Strada & C." con lo scopo di fabbricare automobili.
Il De Vecchi mostra giovanissimo un'innata attitudine per la meccanica, specialmente la meccanica di precisione: la conosce dapprima tramite il padre, meccanico attrezzista nel ramo tessile, poi ne fa esperienza diretta attraverso la costruzione delle armi (presso l'armeria Legnani di Milano) e delle biciclette (alla Bianchi).
Il motore è una folgorazione: nel 1896 circa, entra come apprendista meccanico alla Prinetti e Stucchi di Milano, dove si motorizzano biciclette e tricicli con le unità monocilindriche De Dion e con questi si partecipa alle prime gare a motore.

De Vecchi è anche un discreto corridore ciclista, specie in tandem: attraverso il ciclismo entra in rapporti di conoscenza e poi di amicizia con i giovani delle casate milanesi che praticano questo sport e che possiedono le prime automobili. Lui le smonta, le ripara, le modifica ma soprattutto le studia, in una piccola officina che ha ricavato al piano terreno della sua abitazione; spesso le guida ...
In breve tempo diventa un esperto, ed ora che l'automobile ha assunto quasi del tutto la fisionomia di quello che sarà anche nel futuro, vuol costruirne una lui, ma con caratteristiche, personalità particolari: più piccola, più agile, più veloce, più stabile delle altre; in armonia col suo temperamento.
Ettore Strada, appassionato di motociclette, lo affianca nel 1903 apportando nuovi capitali necessari all'ambiziosa impresa; per un paio d'anni continuano l'attività di garage e riparazioni, progettano un'auto ma intanto realizzano una "loro" motocicletta, mettendo a frutto l'esperienza sulla costruzione dei telai e la loro motorizzazione acquisita alla Prinetti & Stucchi.

Il primo modello di vettura De-Vecchi Strada, con motore bi-bloc a 4 cilindri da 10/12 Hp, viene perfezionato ed allestito nel corso del 1904.
De Vecchi corona il suo sogno utilizzandola il giorno delle sue nozze a Settembre dello stesso anno.
L'auto viene poi presentata al grande pubblico in occasione della seconda Esposizione Internazionale di Automobili a Torino, agli inizi del 1905.
Per i due giovani è la consacrazione: hanno dimostrato che fanno sul serio; ai due chassis prototipo presentati a Torino ne seguono altri, l'automobile comincia a girare per le strade di Milano ed acquista una certa notorietà.
Il 25 Novembre 1905 è ufficialmente costituita la Automobili De-Vecchi Strada & C., con il concorso di altri soci di capitale.
Per il 1906 e 1907, alla "capostipite" 10/12 Hp si affiancano due altri chassis: il 14/16 Hp offerto con trasmissione a catena o a cardano, ed il 24/28 Hp, con trasmissione esclusivamente a catena, per impieghi più gravosi: autocarri ed i primi Omnibus.

1908

1908
De Vecchi & C.
Le prime competizioni: Padova - Bovolenta

Il 1907 è l'Annus Horribilis della prima crisi finanziaria internazionale del Novecento.
Il comparto automobilistico italiano vede la chiusura di molte realtà medio-piccole, sorte negli anni precedenti sull'onda dell'entusiasmo per il nuovo prodotto ma viziate da alcune ardite e spregiudicate speculazioni di Borsa.
Soci e capitali nuovi infondono invece fiducia nella De-Vecchi Strada & C. e partecipano al suo consolidamento.
La nuova Società "De Vecchi & C. - Accomandita per Automobili" è dunque costituita il 23 Febbraio 1908, da Giuseppe De Vecchi e dall'Ing. Umberto De Benedetti .
Per il 1908 è in programma una nuova vettura, la "Tipo A" da 16/20 Hp con una cilindrata da 2.8 litri, da affiancare alla collaudata 10/12 Hp, sempre in configurazione bi-blocco.
Una versione "speciale" del motore bi-blocco 16/20 Hp, con alesaggio ridotto a 80 mm. equipaggia la vettura Sport con la quale il 5 Aprile 1908 la De Vecchi & C. corre la Padova – Bovolenta e vince il primo premio della sua categoria (1° categoria).
La 1° categoria della Riunione Automobilistica Internazionale di Padova era infatti riservata alle vetture di peso maggiore di 650 Kg., con alesaggio motore massimo 80 mm.
La gara consisteva in due percorsi, (andata e ritorno) di 10 Km. da compiersi alla massima velocità; la vettura De Vecchi & C. con numero di gara 27 percorse i 10 Km in 9 minuti 25" e 3 decimi, alla media di 63,68 Kmh.
Pilota è Fumagalli; Giuseppe De Vecchi è al suo fianco per cogliere questo primo importante successo.

1911

1911
Antonio Ascari alla Sei Giorni di Modena

Il Criterium di Regolarità di Modena, svoltosi dal 23 al 29 Aprile 1911 è una "sei giorni" dal regolamento complicatissimo, con varie prove su diversi percorsi per complessivi 1500 Km.
Il Comitato organizzatore limita la velocità a 50 kmh per paura di incidenti, memore di quanto occorso al Record del Miglio dell'anno precedente.
La De Vecchi & C. porta in gara due vetture: con il numero 9, Giuseppe De Vecchi pilota una Tipo 20/30 Hp con motore 4 cilindri 80x130 monoblocco; è al suo fianco Ugo Sivocci, che diverrà pilota ufficiale.
Con numero di gara 13 fa invece il suo esordio nel mondo delle corse Antonio Ascari, pilotando una Tipo 16/20 Hp con motore 4 cilindri 90x110 bi-blocco; Erminio Castoldi è il suo copilota.
Non è un'occasione fortunata: Ascari, pur mostrando buona tecnica, è costretto al ritiro per noie meccaniche; De Vecchi presumibilmente si ritira o è fuori classifica, dal momento che le cronache della gara non ne riportano il piazzamento.

1913

1913
La Targa Florio

La De Vecchi & C. partecipa all'ottava edizione della Targa Florio con due vetture, "strettamente di serie".
Si tratta di due "Tipo E" da 20/25 Hp. con cilindrata appena inferiore ai 3,5 litri.
Da Milano partono Giuseppe De Vecchi ed Ugo Sivocci (auto n°33 pilotata poi in gara da Sivocci) e Antonio Galli con Erminio Castoldi (auto n°36).
Una volta in Sicilia, il pilota "Gloria" (al secolo Alberto Marani) si mette al volante della vettura 36 e conclude terzo assoluto, mentre Sivocci conclude sesto.
Una prestazione di tutto rispetto per una piccola azienda con risorse limitate, se posta al confronto con marchi ben più blasonati. Colpisce soprattutto l'affidabilità dimostrata dalle macchine, aspetto che le cronache dell'epoca non mancano di sottolineare.

Con la stessa vettura reduce dalle fatiche siciliane, a Settembre dello stesso anno Sivocci partecipa alla Parma - Poggio di Berceto, una classica gara di velocità in salita sulla strada della Cisa. Con il tempo di 47' 01" 3/5, Sivocci si piazza secondo di categoria e quinto assoluto, nonché "primo tra le 4 cilindri", battendo sul tempo vetture con cilindrata e potenze ben superiori.

Corriere Della Sera, 30.09.1913

1914

1914
La Targa Florio e Coppa Florio

Il 24 e 25 Maggio 1914 torna la classica competizione siciliana; La De Vecchi iscrive due vetture "Tipo C", motore monoblocco da 5,7 litri potenza 25/35 Hp.
I piloti sono ancora Ugo Sivocci ed Alberto Marani "Gloria".
Dopo ben 433 Km di guida indiavolata, il traguardo della prima tappa vede Sivocci giungere secondo, con un tempo di 7h 53': solo 13 minuti di ritardo da Ceirano, primo su vettura SCAT. Gloria è nono.
Il giorno successivo, Sivocci è in gran forma: partito secondo si getta all'inseguimento di Ceirano, che supera dopo breve duello. Deciso a tutto pur di conquistare una vittoria che già gli appare sua, Sivocci incrementa la sua andatura, assecondato dall'ottima prestazione della sua auto che non mostra cedimenti.
Dopo 200 km di gara il distacco registrato dai cronometristi lungo il percorso sale ad oltre 30 minuti, ma ancora 50 chilometri ed avviene il disastro: una profonda buca sulla strada provoca un pauroso sobbalzo alla vettura lanciata a tutta velocità.
Sivocci evita il peggio, riuscendo a tenere l'auto in carreggiata ma una ruota si sfascia completamente e con essa parte dell'assale, rendendo vano qualsiasi tentativo di riparazione.
Si scatena dunque una bagarre tra Ceirano e Nazzaro, tra i quali si inserisce audacemente Gloria sull'altra De Vecchi, che conclude al secondo posto assoluto.
E' il miglior piazzamento di sempre della Casa, che in questo modo lenisce un poco la delusione per la mancata vittoria di Sivocci, pilota di valore che i concorrenti lealmente indicano come "vincitore morale" ( da Gazzetta dello Sport, 29.05.1914).

Il 31 Maggio Sivocci cerca la rivincita alla Coppa Florio - Circuito delle Madonie, una gara ad anello di 150 Km da ripetersi tre volte. Concluderà sesto assoluto.

1915-17

1915 - 1917
la guerra e lo sforzo bellico

Tra il 1915 ed il 1917, in officina si lavora per adattare la produzione al tempo di guerra ed alle commesse che ne derivano: veicoli da trasporto, chassis per autocarri ed ambulanze, motori per imbarcazioni e per aerei ( di una certa rilevanza la produzione delle unità sei cilindri in linea D110 su licenza Colombo). Allo stesso tempo la Società cambia profondamente.

Nell'ottobre 1916 Giuseppe De Vecchi resta unico socio accomandatario.
L'Ing. De Benedetti, ultimo tra i "soci storici" (Ettore Strada aveva lasciato l'azienda nel 1912) si dimette da ogni carica; un mese dopo recede anche dal capitale sociale, quando fa il suo ingresso un nuovo gruppo di investitori composto dai fratelli Verni di Cattolica, soci accomandanti, e da Enea Malaguti, nuovo socio accomandatario.

1917

1917- 1918
OFFICINE MECCANICHE DE VECCHI S.A.

Nell'Ottobre 1917, a seguito di un ulteriore aumento di capitale sottoscritto dai fratelli Verni, l'accomandita viene trasformata in Società Anonima Officine Meccaniche De Vecchi, "avente per iscopo la fabbricazione ed il commercio di motori per aviazione, vetture, carri e battelli automobili in genere e d'ogni singola loro parte"
Nel primo consiglio di amministrazione, in carica per un biennio, siede anche Giuseppe De Vecchi, che però è prossimo all'uscita dalla società .

1919

1919
da De Vecchi S.A. a C.M.N.

Nell'immediato dopoguerra la De Vecchi S.A. si trova nella difficile situazione di dover affrontare una nuova riconversione della produzione. In un clima di incertezza economica, caratterizzato da un notevole e repentino aumento dei prezzi delle materie prime, vengono improvvisamente annullate tutte le commesse militari, a dispetto di ordini già in corso di lavorazione.
Scrive Mario Morasso sulla rivista M.A.C.S. (Motori Aero Cicli & Sports) a fine 1918: “Con la solita mentalità burocratica si è ordinato di arrestare oggi tutte le lavorazioni belliche per iniziare domani le lavorazioni pacifiche. Pare che da un momento all’altro, mentre siamo tuttora in armistizio e non in pace, ci si sia spaventati al pensiero che la produzione di arnesi militari si prolungasse di un’ora in più, all’idea di possedere qualche centinaio di cannoni, di aeroplani, di automobili oltre quelli già ritirati in servizio"[...].

Giuseppe De Vecchi, già Consigliere Delegato per l'esercizio 1917-1919 esce dalla sua Azienda nel 1919, in occasione di un nuovo aumento di capitale sottoscritto dal gruppo di controllo. Come conseguenza, chiede che il suo nome non sia più legato alle sorti dell'impresa che ha creato: viene così costituita la Costruzioni Meccaniche Nazionali (C.M.N.), che rileva la sede di Via Vallazze con i progetti, le attrezzature, il magazzino e le maestranze della De Vecchi S.A.
C.M.N. continua la produzione di chassis e vetture per uso civile, concentrandosi di fatto su un unico modello, il 15/20 Hp bi-blocco da 2297 cc. Con questa vettura si impegna nelle competizioni nazionali, che riprendono nel corso del 1919, affidando la guida ad Ugo Sivocci, storico pilota De Vecchi.
Sivocci introduce in C.M.N. un giovane e sconosciuto Enzo Ferrari, e con lui partecipa alla Targa Florio di quell'anno.

1919 Mollacciaio De Vecchi

La Società Italiana Molle Acciaio di Giuseppe De Vecchi - Ditta in nome proprio, viene registrata alla CCIAA di Milano nel Luglio del 1919

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